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Il ruolo delle criptomonete nelle future architetture applicative

Scritto da Stefano Della Valle | 28 gennaio 2021

Nel corso della storia sono state create monete con i più svariati materiali.  

In realtà la forma fisica delle monete non ha molta importanza. Quello che realmente conta è che abbiano un mercato, ovvero la concreta possibilità di scambiare una quantità di moneta beni e servizi ad un tasso di cambio noto appunto al mercato. 

Le cose si sono complicate con lo sviluppo di un mercato globale, la presenza di innumerevoli monete e l’impossibilità pratica di creare relazioni “trusted” tra le parti. 

L’acquisto di beni a distanza aggiunge, alle caratteristiche che lo strumento di scambio di valore deve possedere, un’altra coppia di funzionalità: la transazione deve essere revocabile e la solvibilità del pagamento deve essere dimostrabile. Una transazione a distanza inevitabilmente prevede il pagamento anticipato o posticipato. In caso di pagamento anticipato una transazione deve essere revocabile perché la merce potrebbe non essere conforme o non essere mai ricevuta. In caso di pagamento posticipato, ovviamente la solvibilità del pagamento deve essere certa e possibilmente deve essere garantito da un’assicurazione che fornisce al cliente la propria credibilità. 

Non sono funzionalità ottenibili con la sola moneta fisica e sono pertanto comparsi gli intermediari finanziari e le compagnie assicurative, che in cambio di una percentuale sulla transazione, tutelano la spedizione della merce il pagamento. Questi ruoli sostengono l’operatività del mercato e con lo sviluppo dell’e-commerce sono diventati fondamentali. 

 

La rivoluzione Bitcoin 

Tuttavia, dal 2009 con la nascita di Bitcoin lo scenario cambia. Bitcoin nasce con l’obiettivo di creare una moneta scambiabile a distanza senza intermediari. Per ottenere questo risultato i creatori hanno dovuto per prima cosa creare una comunità che riconoscesse la loro moneta (il bitcoin, con l’iniziale minuscola) come un elemento dotato delle stesse caratteristiche di una valuta emessa da un’istituzione. In primo luogo l’impossibilità di creare bitcoin in modo artificioso e spendere due volte la stessa moneta. 

Hanno poi dovuto innescare lo scambio di bitcoin con altre monete affinché l’incontro tra domanda e offerta definisse il tasso di cambio e quindi il valore di mercato di questa nuova moneta. 

Il progetto non era affatto semplice ma per varie coincidenzenon ultima la crisi finanziaria del 2008 e una effettiva robustezza del sistema, ha ottenuto gran parte degli obiettivi. Infatti, anche se non si può effettivamente parlare di una moneta usabile per acquisiti quotidiani, Bitcoin ha una caratteristica unica: il costo di una transazione non è proporzionale al suo valore. Ciò rende la rete Bitcoin uno strumento molto competitivo rispetto ai tradizionali circuiti interbancari. 

 

Come funziona il mercato Bitcoin 

Lo scambio di bitcoin è sostanzialmente diretto (peer-to-peer) ed immediato quindi una transazione commerciale può avvenire senza la necessità di una garanzia di liquidità. 

Rispetto ai servizi di intermediazione vi è solo un unico requisito funzionale non soddisfatto: una transazione non può essere revocata, quindi una spedizione di merce deve essere assicurata a tutela del cliente che, pagando in anticipo, potrebbe essere soggetto a truffe o semplici problemi di conformità. 

Questa è l’area di sviluppo delle prossime generazioni di reti decentralizzate, derivate concettualmente da Bitcoin e delle nuove architetture applicative. 

 

Come si supera l’esigenza di garantire l’acquisto a distanza di un bene o un servizio? 

Vi sono due possibili soluzioni: 

  • Creando una rete che supporta transazioni reversibili 
  • Rendendo la garanzia una “commodity” 

La vera reversibilità delle transazioni a livello di registro non è percorribile perché renderebbe aleatorio e incontrollabile lo stato del registro. Tuttavia, si può sfruttare l’ampia disponibilità di risorse computazionali che supportano le reti decentralizzate per creare un sistema di intermediazione automatico. 

Primo metodo: Smart Contract 

Il primo metodo, quindi consiste nel creare un sistema in grado di determinare lo stato della spedizione e della conformità ai requisiti della richiesta di acquisto. Il sistema agisce come vero e proprio intermediario fiduciario, ricevendo i fondi dal cliente e trattenendoli fino a spedizione conclusa. In caso di problemi, il sistema rimanda al cliente i fondi, viceversa invia al fornitore i fondi se la spedizione si è conclusa con successo. 

Questo sistema, basato sulle stesse funzioni della rete decentralizzata non ha costi proporzionali al valore della transazione, quindi, è potenzialmente molto più economico di un tradizionale sistema di intermediazione finanziaria. 

Alla base del funzionamento di questo sistema vi sono i così detti Smart Contract, ovvero algoritmi in grado di elaborare informazioni presenti nel registro distribuito o ottenute da fonti esterne ed effettuare conseguenti trasferimenti di fondi. Gli Smart Contract disponibili per la prima volta sulla rete decentralizzata Ethereum, assolvono a questo compito in modo parziale. La prossima generazione di Smart Contract supportati dalla rete IOTA sarà perfettamente adatta a realizzare il sistema di intermediazione automatica. 

Secondo metodo: comoditizzazione della garanzia 

Il secondo metodo, la “comoditizzazione” della garanzia, è applicabile in tutti i quei casi in cui l’oggetto della transazione è tipicamente una commodity o in generale può essere fornito in modo parcellizzato. Si tratta in sostanza di ridurre il costo dell’eventuale insolvenza del cliente a livelli talmente minimi da rendere superflua la garanzia. Il sistema prevede uno scambio di beni o servizi in piccole quantità con il corrispondente trasferimento di altrettanto piccole quantità di valore. 

Per entrambe le parti il mancato rispetto della reciprocità degli scambi corrispondenti comporta un minimo rischio.  Per il cliente consiste nel pagare una piccola quantità di valore a cui potrebbe non corrispondere l’erogazione del corrispondente quantitativo di bene o servizio, per fornitore l’inverso, ovvero erogare un servizio o inviare una piccola quantità di bene che potrebbe non essere pagato da un corrispondente invio di valore. 

Questo modello organizzativo è insostenibile su tutti i circuiti di pagamento che prevedono dei costi per transazione, inclusi quelli tradizionali, perché necessariamente il valore spostato dovrebbe giustificare il costo della transazione e ciò produrrebbe un limite di applicabilità del modello stesso sotto il quale non sarebbe sostenibile.  

Al contrario, con una rete come IOTA, che non prevede costi sulle transazioni, è possibile ipotizzare scambi bidirezionali del valore anche di milionesimi di euro, rendendo effettivamente sostenibile lo scenario applicativo.

 

Nel libro IOTA 2.0 - Superare il trilemma della blockchain, affronto con dovizia di particolari le problematiche che rendono impossibile usare per questo scenario Bitcoin e le reti derivate che applicano fee sulle transazioni, come IOTA le affronta e le risolve aprendo la strada a nuove modalità di creazione di applicazioni in ambito industriale e commerciale, fino ad oggi irrealizzabili.